Esami

Esame Elettromiografico

Utile a valutare lo stato di salute dei muscoli e dei nervi, l’elettromiografia si compone di tre fasi: (elettromiografia, elettroneurografia ed elettromiografia di singola fibra). 

Nello specifico, essa misura i potenziali elettrici che si formano in un muscolo durante la sua contrazione volontaria, attraverso l’inserzione di un elettrodo e di un ago di dimensioni e calibro variabili a seconda della dimensione e della posizione del muscolo.

Del muscolo oggetto di studio, si valutano sia l’attività registrata a riposo, che l’attività durante massima contrazione volontaria. I tracciati che si ottengono forniscono informazioni precise sul tipo patologia consentendo all’operatore di distinguere tra una malattia muscolare e una malattia del sistema nervoso periferico.

L’EMG è infatti indicata nelle diagnosi differenziali del danno neurogeno da quello miogeno o di placca neuromuscolare.

  • Sindrome del tunnel carpale
  • Sindrome del solco ulnare
  • Sindrome di Guyon
  • Sindrome del tunnel tarsale
  • Radicolopatie
  • Polineuropatie
  • Plessopatie
  • Sclerosi laterale amiotrofica (SLA)
  • Malattie muscolari
  • Malattie della giunzione neuromuscolare (es. miastenia gravis).

Esame Baropodometrico

Utilizzato con i pazienti affetti da particolari patologie del piede, si tratta di un’indagine non invasiva, necessaria per studiare la posizione che il piede assume quando viene appoggiato sul terreno, in totale sicurezza.

Si effettua invitando il paziente a camminare su una specifica pedana, dotata di sensori che rilevano la posizione del piede e analizzano i diversi punti di carico.

Scopo dell’esame è la creazione di un plantare ortopedico su misura, in grado di misurare la qualità di vita del paziente e può essere svolto sia in modalità statica che dinamica.

Nel primo caso, il paziente dovrà salire a piedi nudi sulla pedana e attendere fino a quando non saranno rilevati i dati necessari per completare la diagnosi. Una volta salito sulla pedana, si otterrà il baricentro corporeo, l’appoggio del plantare e le dimensioni millimetriche del piede. Durante l’esame sarà necessario spostare il peso sui talloni e sull’avampiede, per individuare eventuali sovraccarichi anomali.

Nel caso dell’esame baropodometrico dinamico, invece, il paziente dovrà passeggiare sulla pedana che, grazie alla moderna tecnologia, individuerà la pressione e i sovraccarichi esercitati dal piede durante la camminata. L’esito dell’esame è in grado di fornire, oltre alla mappa dei carichi, anche informazioni sulla pronazione e supinazione dell’articolazione tibio-tarsica e dell’avampiede.

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